Il fronte est, di impronta rinascimentale, così realizzato quasi certamente dai Valperga che presero possesso del Castello nel 1441
 
 

  Il fronte ovest, nel cortile del Castello, di impronta tardo-medievale, risalente quasi certamente ai Bichieri.
 
 
  Il complesso del Castello di Roppolo dall'aereo
 
 
La sua storia


Superstite indenne di tante travagliose e drammatiche vicende secolari, il Castello di Roppolo rimase testimone di invasioni, di guerre, di assedi, di espugnazioni e di distruzioni che, nel fluire del tempo, sulla scia di circa un millennio, si succedettero attorno e dentro alle sue mura, e oggi risorge in una luce di nuove dimensioni per l’evolversi delle esigenze, dei gusti e delle finalità proprie della temperie degli anni.

Inizia così “Castello vivo”, il libro scritto da Antonino Olmo e da Umberto Novarese di Moransengo nel 1984, a conclusione dei lavori di restauro (terminati nel 1981) e dei primi anni di nuova vita del maniero.
La presentazione del libro, un’accurata ricostruzione della storia di Roppolo e del suo castello, ad opera del compianto prof. Olmo, e dei lavori di restauro, ad opera dell’arch. Novarese, avvenne sul finire di quell’anno, nella splendida cornice del salone delle feste.
Un anno dopo, i due autori si trovarono a vagheggiare un’altra importante opera di salvataggio di un altro altrettanto importante maniero della zona, che si compì con successo nel 1987, con loro grande soddisfazione.
La storia del castello di Roppolo, narrata da Antonino Olmo come fosse cronaca dei nostri giorni, è stata la cornice e lo stimolo di altre iniziative culturali che si sono succedute fino ad oggi.

La bella ed avvincente prosa del colto preside del Liceo Classico di Savigliano (Olmo, roppolese di nascita, lo fu per quarant’anni) richiede la lettura in prima persona del libro, e chi lo vorrà potrà farlo presso il Castello, ov’esso viene distribuito in vendita ai visitatori.

Qui, ci limitiamo a riassumere le date principali della millenaria vicenda.

30 luglio 963: da Pavia, Ottone I° Imperatore rilascia un diploma col quale investe il Conte Aimone di Cavaglià di diversi beni, tra cui Ropoli in Vercellensi comitatu

13 agosto 1225: il Conte Lumello di Cavaglià vende a Manfredo Bichieri il feudo e il castello di Roppolo

10 luglio 1243: il potente Comune di Vercelli ordina la confisca dei beni di Pietro Bichieri, e la distruzione del Castello di Roppolo, in seguito alle aspre lotte tra Guelfi e Ghibellini che si svolgevano nella zona; tale ordine fortunatamente non ebbe seguito

1407: il castello passa dai discendenti dei Bichieri ai Savoia, ma solo temporaneamente, poiché per vent’anni circa fu continuamente conteso tra Savoia, Marchese di Monferrato, Visconti milanesi

2 dicembre 1427: Roppolo e il suo castello passano definitivamente dalla signoria dei Visconti a quella dei Savoia

1441: i Valperga ottengono dai Savoia il feudo di Roppolo e del suo castello

14 febbraio 1459: feudo e castello di Roppolo vengono confiscati dai Savoia ai danni dei Valperga, e dati a Giano di Savoia, a seguito della condanna di Ludovico Valperga per l’uccisione del cavaliere Bernardo di Mazzè

6 settembre 1460: dopo aver resistito alle truppe dei Savoia, poiché i Valperga avevano ignorato l’ordine di confisca, il castello si arrende

1463: il feudo ed il castello di Roppolo vengono restituiti a Ludovico Valperga, e la potente famiglia resta proprietaria incontrastata sino agli inizi del XIX secolo

1568: il feudo ed il castello passano da un ramo all’altro della famiglia Valperga

1615: Chirone Valperga viene seppellito nella Chiesa adiacente al Castello

1641: il Principe Tommaso di Savoia pone il suo quartier generale nel castello di Roppolo, e dirige la difesa di Ivrea dai francesi

17 agosto 1644: un decreto di Cristina di Francia, la Madama Reale consorte dell’allora Duca di Savoia, aggiudica i luoghi di Roppolo e Dorzano al Marchese Guido Villa e al Marchese Giovanni Domenico Doria di Ciriè; pochi anni dopo i Valperga riescono a rientrare in possesso del feudo

28 marzo 1837: i Valperga vendono il castello di Roppolo ad un privato, che subito dopo lo rivende a Ignazio Anselmi, autore dei rifacimenti che danno al castello l’aspetto odierno

Dopo una serie di passaggi di proprietà dall’Anselmi al generale Eusebio Chiò al conte Mazè de la Roche al dottor Ettore Gruener, nel 1951 il castello viene acquistato da Carlo Novarese di Moransengo, ed è tutt’ora di proprietà della famiglia.


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